La storia Dell'Agenda Astronomica tascabile

e altre divagazioni ...

(Potete far pubblicare tutto questo materiale su giornali/riviste locali, ma speditemene una copia!)

Il primo progetto di Norbert, L'Agenda Astronomica tascabile, iniziò nel 1989, quando per l'ennesima volta considerò la qualità delle agende disponibili in commercio. Apparve ovvio che l'agenda che fornisce più fatti riguardanti il futuro sarebbe la più desiderabile, dato che la conoscenza degli eventi futuri rappresenta le fondamenta di una buona pianificazione. E questo è quello per cui nasce un'agenda.

Naturalmente deve esserci molto spazio per le annotazioni, ma quando si guardano le agende conservate negli anni, ci sono sempre molte pagine che sono rimaste vuote. Deve essere piccola, in modo che possa essere un vero Vade Mecum (in Latino: vai con me). Non deve contenere troppi dati non inerenti il calendario ... per questo ci sono i libri, oppure, anche meglio, i computer e Internet. Strumento organizzativo insuperabile, l'agenda tascabile è anche una fonte di ispirazione. Anche solo per avere qualcosa da leggere alla toilette (provate!).

L'Agenda Astronomica tascabile è anche la fonte di affascinanti motivi per organizzare una festa. Le citazioni quotidiane sono state accuratamente scelte per far pensare e per divertire e spingono i più interessati ad approfondire le proprie conoscenze. Ciò rappresenta anche la molla che spinge all'osservazione del cielo, probabilmente l'attività che ha dato inizio alle civiltà.

Io lavoro alle numerose edizioni dell'agenda per circa metà dell'anno, a tempo pieno. La gran parte del resto la passo migliorandola e ricercando, principalmente al computer. In termini economici non sono ricco, l'agenda a malapena di paga da sola. In particolare la stampa e i costi postali sono esorbitanti, ma essendo un maschio bianco occidentale la vita non è difficile il che,credo, implica una responsabilità maggiore di quello che si pensi comunemente. L'essere cresciuto in Germania solleva l'argomento delle colpe del il passato, un pensiero che il mondo occidentale si trova di fronte insieme a quello della futura distruzione della nostra piccola isola blu nella vastità dello spazio.

Attualmente viaggio tra i due emisferi e mi godo due estati all'anno. Da Maggio a Dicembre sono in Europa, mentre da Dicembre a Maggio sto in Nuova Zelanda, la mia "casa". Ma il problema dell'inquinamento dell'aria ha raggiunto anche l'emisfero sud, e nelle grandi città è lo stesso di qualunque luogo dell'emisfero nord. Viaggiare tra i due emisferi mi ha così fatto notare le dimensioni del problema e vedo costantemente confermate le mie opinioni dai più eminenti scienziati del settore. Ma si tratta di una storia vecchia. Il numero di Settembre del 1969 del National Geographic riporta un articolo sul futuro dei trasporti in cui si dice che nel 1979 saranno ampiamente diffusi i veicoli elettrici, a causa del problema insostenibile dell'inquinamento dell'aria.

Avendo una mentalità scientifica ho provato a immaginare uno scenario in cui il problema sia risolto. Con la mia impegnativa ricerca sono arrivato alla conclusione che la sola condotta ragionevole consiste nel convertire a energia elettrica i trasporti privati di tutto il mondo nel più breve tempo possibile. Siccome nessuno vuole rinunciare all'automobile, e le automobili sono oggi responsabili di più del 50% dell'inquinamento globale dell'aria, l'opzione preferenziale è l'automobile elettrica. All'inizio del 1996 ho ascoltato un programma scientifico su Radio Australia in cui Maria Skyllas-Kazacos veniva intervistata per la sua invenzione della Batteria al vanadio . Se le case costruttrici di automobili di tutto il mondo producessero "l'auto al vanadio" e i politici lavorassero sulle infrastrutture necessarie, la conversione sarebbe garantita. Chi vorrebbe più un mostro puzzolente quando c'è un'elegante auto elettrica? Scommetto che costerebbe anche poco.

continua ...


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